Grillo, Casaleggio le donazioni e AdSense: “i conti NON tornano”. Incompetenti o truffatori ?

Me ne ero accorto ormai un paio di mesi fa. Ne avevo scritto ampiamente in vari post. E mi ero beccato insulti, risposte deliranti e tesi tecnicamente insostenibili.

Ora siamo arrivati alla verità. O meglio ad un FALSO inquietante di Grillo&C.

Tra le rendicontazione delle spese sostenute dal M5S risultano 50.000 € (pari a quasi il 15% delle spese complessive) sotto la voce Google AdSense.

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COSA?

Google AdSense come spesa? Come voce di costo? Un controsenso MOSTRUOSO.

Non ci vuole molto a capirlo visto che lo slogan di Google AdSense è

Massimizza le entrate generate dai tuoi contenuti

Provo a spiegarmi meglio. Google offre due macro tipologie di soluzioni UNA per fare pubblicità pagandola UN’ALTRA per pubblicare pubblicità guadagnando.

A titolo esemplificativo:

Google Adwords appartiene alla prima categoria.
Faccio pubblicità su AdWords -> Google mi emette fattura -> io pago = COSTO

Google AdSense appartiene alla seconda categoria.
Pubblico sul mio sito pubblicità  AdSense -> Emetto  fattura a Google -> Google mi paga = RICAVO.

Sfido chiunque a presentarmi un bilancio o una semplice rendicontazione dove Google AdSense sia presentato come una voce di costo e non di ricavo, o a mostrarmi una fattura AdSense. Impossibile perchè Google AdSense le fatture non le emette ma le riceve.

Insomma i conti non tornano per certo:

50.000€ sotto la voce “Google AdSense” SONO UN FALSO per definizione. NON E’ POSSIBILE quei 50.000€ siano stati pagati dal M5S ad AdSense.
Come lo avremmo chiamato? Falso in bilancio?

Di incerta c’è solo la spiegazione.  Due le alternative (entrambe estremamente proccupanti):

A) Grillo e/o Casaleggio sono due incompetenti che dopo averci fatto aspettare due mesi per produrre una rendicontazione di 15 (non quindicimila) hanno confuso AdSense con AdWords. Possibile ? Tutto è possibile. Mi piacerebbe però sapere come e a chi è venuto in mente di scrivere proprio AdSense.  In teoria al M5S il nome di AdSense non dovrebbero nemmeno conoscerlo visto che sulle pagine del M5S di pubblicità non ce n’è.
Le fatture ad Adsense le emette invece Grillo. Tutti i giorni. Legittimamente e per parecchie migliaia di Euro.

B) Grillo e/o Casaleggio sono due truffatori che come già spiegato in questo e successivi post hanno guadagnato sul traffico che il sito di Grillo ha generato alla pagina delle donazioni. Grillo i soldi li ha incassati con AdSense e al M5S questo anomalo “giroconto” M5S-Grillo hanno pensato bene di giustificarlo così.

Grillo e Casaleggio vi degnerete di dare una risposta a questa ABNORME contraddizione? LO DUBITO.

Grillini vi hanno presentato un bilancio con 50.000€ di costi sotto la voce “VENDITA di spazi pubblicitari”. Volete continuare a fare gli struzzi? LO TEMO.

E vi prego non rispondente che 350.000€ sono stati dati in beneficenza (perchè comunque non ce li ha messi Grillo), che Grillo di 50.000€ non se ne fa niente (perchè a questa stregua Berlusconi non dovrebbe rubare di principio) e che abbiamo avuto per 20 anni governi che hanno fatto ben di peggio (perchè lo so già).

WW(w)

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Grillo-Amazon: relazione indecente?

Forse non tutti ricordano come già nel 2009 nel corso di un suo spettacolo, Beppe Grillo avesse sorpeso gli osservatori più attenti per l’entusiamo e la puntualità con la quale elogiava un prodotto ancora sconosciuto al grande pubblico come il Kindle di Amazon.

Ai “maliziosi” che all’epoca sostennero che Grillo sembrasse recitare la brochure della Kindle, in molti, me incluso, risposero che quel mega-spot involontario era solamente generato dall’entusiasmo crescente di Grillo per la tecnologia.

A ottobre dello scorso anno il Blog di Grillo ha dato spazio ad un apprezzabile appello contro la chiusura di una libreria nel cuore di Firenze. Anche allora in qualche commento al post titolato Firenze non svenda la cultura qualche lettore fece notare a Grillo la poca coerenza di quel post con la forte presenza di pubblicità di Amazon sul suo blog.

Ad esempio:

Ma ora vediamo se Grillo vorrà recuperare i soldi da tutte le multi nazionali che eludono il fisco in primis AMAZON poi Google quindi Ebay Facebook ecc…si parla di centinaia di milioni all’anno elusi al fisco tra iva e tassa!!!
Il bello è che oltre a non pagare le tasse fanno una concorrenza scorretta agli italiani che si trovano costretti a chiudere e in conclusione: le multinazionali non pagano le tasse, le aziende italiane che le pagavano chiudono … il risultato è facilmente deducibile direi!!

ma anche:

Il lamento per la chiusura di una libreria scritto in un sito, come quello di Beppe Grillo, stra-sponsorizzato da Amazon e gestito da un guru dell’e-commerce come Casaleggio suona un po’ stridente. In ogni caso, gli e-book da un lato, i libri di carta da un altro, comprati su Amazon sono davvero convenienti e comodi. Mi spiace per la libreria di Firenze ma credo che questo sia un segno dei tempi, purtroppo.

Da allora la presenza di pubblicità di Amazon.it sul sito di Grillo si è addirittura intensificata, sia quantitativamnete che qualitativamente (beppegrillo.it aderisce al programma di affiliazione di Amazon e Grillo guadagna fino al 10% di ogni acquisto su Amazon generato dal suo Blog) nonostante nel frattempo numerosi scandali abbiano il colosso dello shopping online.

Tali scandali sono stati ampiamente riportati dalla tanto vituperata stampa italiana, ma anche fonti vicine a Grillo come il sito Cadoinpiedi (AMAZON, SCANDALO PER LE CONDIZIONI DEI LAVORATORI) e l’inappuntabile Report di Milena Gabanelli (PERCHÉ ANZICHÉ PAGARE LE TASSE IN ITALIA AMAZON LE PAGA IN LUSSEMBURGO DOVE CONVIENE?) ne hanno dato notevole visibilità.

Sono l’unico a restare perplesso?

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Studiare il passato per comprendere l’attualità: la storia di beppegrillo.it

 17 OTTOBRE 2000

bg17102001In assoluto la prima pagina disponibile del sito beppegrillo.it. Grillo ai tempi non si occupava ancora di Web e la prima pagina del suo futuro blog viene gestita (probabilmente anche a sua insaputa) da una società denominata Discovogue che qualche mese prima era già stata all’onore delle web-cronache per aver registrato alcuni domini poi reclamati dai titolari dei rispettivi marchi. Nel 2001 nessun aggiornamento, anzi la pagina sparisce per parecchi mesi.

23 GENNAIO 2002

bg23012002Ecco il primo sito con una struttura. Siamo ancora lontani da quella attuale, ma la faccia di Grillo inizia ad apparire. Nella snapshot alcune immagini non sono disponibili ma il sito “gemello” a cui beppegrillo.it puntava è fortunatamente ancora online (anche se sembra non aggiornato da molto tempo) e li la faccia di Grillo è ben visibile. Questo il link http://www.bububu.it e questa la snapshot a oggi.

Nulla cambia nel 2003 e nel 2004 nonostante comunque nei due anni il sito venga aggiornato e subisca piccole modifiche sia strutturali che di contenuti.

30 GENNAIO 2005


bg30012005Il 2005 è l’anno della prima grande svolta. Casaleggio e Associati prendono in mano la gestione del sito, che si configura finalmente come Blog dove Grillo inizia a “postare” riflessioni e contributi tratti dai suoi spettacoli. I primi post (datati 28 gennaio 2005) ottengono dai 5 ai 10 commenti. Il Blog è chiaramente orientato alla promozione dei suoi spettacoli anche se i temi cari a Grillo sono già presenti: ecologia, economia, informazione etc. Emblematica una frase nel post “La politica scomparsa”: “In politica non abbiamo bisogno di un leader, siamo persone adulte!”.
Niente pubblicità e nessuna “malizia” commerciale: ad esempio Grillo e Casaleggio non hanno ancora realizzato il valore dei profili degli utenti che si registreranno e la privacy policy di allora non specifica chi sia il titolare dei dati raccolti a differenza di quanto accade oggi.

bgagosto2005
A LUGLIO 2005 nascono i MeetUp, il traffico cresce (i commenti per post si contano nell’ordine delle centinaia) e Grillo capisce che il Blog può diventare anche fonte di qualche ricavo e inizia a mettere in vendita (anche se in maniera molto “soft”) i propri DVD creando la sezione “Grillorama”.

bgdicembre2005 A DICEMBRE 2005 apre anche ai negozi: “E’ disponibile per i negozi, il DVD dello spettacolo di Beppe Grillo registrato a Roma nel 2005.  Il vantaggio economico dell’acquisto da parte dei negozi a lotti di 25 DVD deriva dalla forte diminuzione del costo di spedizione.” Il taglio continua a essere fortemente commerciale e orientato al Grillo uomo di spettacolo e promotore dei suoi show.

bgottobre2007Di Liste Civiche e Movimenti non c’è traccia sul web nemmeno a fine OTTOBRE 2007 ovvero a quasi due mesi dal primo V-Day. Il sito nel frattempo ha una sua versione in lingua inglese ma continua ad apparire come un semplice strumento per “aggregare e vendere”. La sensazione guardando il quel Blog oggi è che probabilmente proprio in quel periodo Grillo insieme al fido Casaleggio stia decidendo quale sarà “il prossimo passo”

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Ma quanto guadagna Grillo col suo blog?

La premessa d’obbligo è che l’unico che potrebbe darci una risposta certa è proprio Grillo.

Tuttavia da un paio di settimane un gruppo di giovani ricercatori sta lavorando ad una valutazione attendibile confrontando le stime di oltre 50 tool di valutazione del web con i dati reali di fatturato di 10 siti italiani che si sono gentilmente prestati all’esperimento.

Ma andiamo per gradi.

Inanzitutto è necessario chiarire l’intera economia dei blog si basa su una principale fonte di ricavi che è la pubblicità, e che la capacità di un blog di attrarre guadagni basati sulla pubblicità è strettamente correlata al traffico ovvero al numero di visitatori che il blog è in grado di generare e dalla frequenza con cui tali visitatori accedono alle pagine del blog stesso.

Partiamo quindi dal traffico. Considerando che il blog di Grillo è di fatto l’organo ufficiale del M5S e che addirittura tutte le pagine del Movimento sono ospitate sotto il dominio beppegrillo.it, è abbastanza facile ipotizzare che il traffico generato sia notevole e in forte crescita.

I problemi però iniziano già qui: sul web infatti non è possibile sapere con certezza il traffico di un sito/blog. L’unico a possedere tale dato è il proprietario del sito/blog (oltre che ovviamente le piattaforme con Google Analytics che permettono di gestire tale contabilità e che però sono tenuti contrattualmente a non divulgarla).

Ancora più arduo è poi stimare quanto questo traffico si converta in ricavi ovvero sostanzialmente in click sugli annunci pubblicitari che il blog ospita.

In fondo il problema non è tanto più complesso di quello di valutare gli incassi giornalieri di bar. O misuro puntualmente i caffè venduti appostandomi fuori dal bar (cosa che sul web non è possibile fare), o ho accesso ai libri contabili del bar (e per ora Grillo non ce li ha ancora mostrati e forse legittimamente non ce li mostrerà mai) oppure ragiono per stime utilizzando dati a cui ho accesso. Luogo in cui il bar si trova, fatturato medio dei bar nella stessa zona o in zone limitrofe che hanno reso visibile la propria contabilità, ricerche di mercato etc etc.

Questo è l’approccio che utilizzano su Internet le centinaia di società che offrono, spesso gratuitamente, dei tool di valutazione dei siti. Anche qui però difficile dire a priori che offra le stime più attendibili. Ad esempio le stime Alexa (già citata in un mio precedente post) pur essendo potenzialmente affidabili (per l’enorme quantità di dati che Alexa ha a disposizione) sono da molti considerate sovradimensionate soprattutto per il mercato italiano.

Ecco allora che l’unico approccio che risulti affidabile è quello di comparare una ampio campione di stime con dati reali di altri siti ed individuare in tal modo le stime più realistiche.

In altre parole:

So che il sito x genera 100€ di fatturato pubblicitario e devo stimare quanto generi il sito y.

Il tool A stima che il sito x genera 20€ e il sito y 40€. Ne derivo che il tool A stimi con un errore per difetto del 75%

Il tool B stima che il sito x genera 150€ e il sito y 300€. Ne derivo che il tool B stimi con un errore per eccesso del 50%

e così via.

Non è un lavoro semplice dove è necessario disporre di campioni significativi e soprattutto pesare con cura i fattori che possano influire sugli errori dei singoli tool (ad esempio il Tool A valuta per difetto il sito x perchè non ha considerato uno o più parametri di valutazione).

Come detto però è un lavoro di cui però si sta occupando con entusiasmo da un paio di settimane un gruppo di giovani ricercatori che a breve pubblicheranno un rapporto dettagliato sul tema.

Per il momento avendo visionato i dati grezzi finora elaborati la stima è che il blog di Grillo ha generato nella prima settimana di Marzo 2013 un fatturato pubblicitario compreso tra  i 900€ e i 2000€ al giorno con una proiezione compresa tra i 300.000€ e i 740.000€ annui. E’ una forbice molto ampia, che necessità di raffinamenti e controlli soprattutto per quanto riguarda il limite superiore.

La stima del Sole24Ore e di altri osservatori verrebbe comunque largamente ridimensionata, tuttavia, visto lo stato embrionale della ricerca citata, potrebbero esserci alcune rilevanti sorpese…

Infine va sottolineato che ovviamente la stima non include tutti gli altri eventuali ricavi legati al merchandising, alla vendita dei libri, alle interviste e ai profili che quotidianamente il blog di Grillo ottiene per effetto delle registrazioni al sito.

Quest’ultimo tema in particolare è meritevole di ulteriori approfondimenti soprattutto dopo aver letto la privacy policy che regola le registrazioni (http://www.beppegrillo.it/privacy.html) ed in particolare questi due brevi estratti:

Fra le finalità del trattamento dei dati conferiti dovranno intendersi comprese
quelle della promozione di iniziative commerciali e pubblicitarie…

Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è Beppe Grillo, mentre
il responsabile del trattamento dei dati è Casaleggio Associati s.r.l.

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Milano blocco del traffico dalle 10 alle 14: il DELIRIO di Pisapia

Blocco-traffico-Milano-20-novembreIl reale beneficio di una giornata senza traffico in una città come Milano non mi è mai stato chiaro. Ho provato a documentarmi ma il dubbio mi resta. Tuttavia col tempo ho imparato ad affrontare i piccoli disagi che una giornata senza auto comporta, soprattutto per chi lavora,  convincendomi che, indipendentemente dall’effetto sull’inquinamento, i blocchi domenicali permettono di vivere la città in maniera diversa e positiva.

Poco fa però leggo che Pisapia, informato di una possibile nevicata sulla città prevista per domani, ha ridotto il blocco limitandolo alla fascia 10-14. Quattro ore.

Quattro ore? Non riesco a capacitarmene e quando lo faccio il sangue mi va alla testa.

Caro Pisapia sei stato eletto per amministrare, e amministrare significa anche decidere.

Avevi deciso per il blocco del traffico?. BENE

Sei preoccupato per i possibili disagi di una nevicata? BENE.

ORA PERO’ DECIDI.

Non prenderci per i fondelli con una mezza decisione che comporta costi enormi per la città (pensate solo ai mezzi potenziati e ai turni extra per i vigili) e nessun beneficio. Perchè non ci vuole uno scienziato per capire che 4 ore di blocco nella fascia oraria meno trafficata della settimana (domenica 10-14) NON SERVONO ASSOLUTAMENTE A NIENTE.

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Certi “grillini” ignoranti, arroganti e maleducati. NON #èunpiacere

In un post precedente predendo spunto da una dichiarazione di oggi della capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi che ha affermato “Questa giornata è solo un inutile spreco di denaro pubblico, una giornata assurda nella quale si spendono inutilmente 420mila euro” ho “osato” far presente che, in quanto ora rappresentato in Parlamento, il M5S è anch’esso corresponsabile di tale spreco e in particolare che tale corresponsabilità può essere quantitativamente misurata nel 25% pari quindi a 105.000 Euro di spreco.

Questa evidenza numerica e probabilmente l’associazione della parola sprechi a M5S, ha provocato numerose reazioni nel popolo “grillino”.  Alcune critiche (a dire il vero poche) sensate ed educate e molti sproloqui che evidenziano oltre ad una diffusa arroganza e presunzione, anche, e soprattutto, una profonda ignoranza aggravata dalla completa chiusura al dialogo e da un inquietante fanatismo.

Riporto qui di seguito un paio di commenti che ne rappresentano molti altri di simile natura.

IN PRIMIS

Latina Ga 15/03/2013 alle 19:39

“i M5s votano un candidato gli altri fanno scheda bianca e loro sprecano? Che brutta cosa la faziosità senza logica”

Superatti79 15/03/2013 alle 18:33

“Guarda che tutti gli altri hanno lasciato la scheda BIANCA!!! cosa stai dicendo??? Dovresti denunciare il fatto che non esprimere un voto è una mera tattica che fa prendere tempo, cosa che il M5S non ha fatto!!! Ma come si fa a capovolgere così la realtà? E’ proprio vero allora che i politici rappresentano il paese. Ce li meritiamo allora!”

andrea bettoni 15/03/2013 alle 19:03 e tanti tanti altri.

“ma che dite: quanti erano i candidati presentati dalle forze politiche? a me risulta solo 2 ed erano stati indicati entrambi dal M5S. il PD ha la maggioranza assoluta, non ha presentato nessuno e non ha votato nessun altro. QUESTO ARTICOLO E’ SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO. POVERA DEMOCRAZIA”

I tanti grillini che hanno fatto commenti di questa natura, sostanzialmente affermano che la colpa degli sprechi citati dalla Lombardi è SOLO di chi ha votato scheda bianca giustificando la cosa con il fatto che “il PD ha la maggioranza assoluta” e avrebbe potuto eleggere il presidente della Camera in autonomia. A questi grillini, che nelle ore di educazione civica alle elementari probabilmente dormivano e che sono talmente IGNORANTI e ARROGANTI da rispondere senza sapere di quello che parlano, ricordo che:

L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA AVVIENE A MAGGIORANZA CON QUORUM DEI DUE TERZI DEI COMPONENTI NELLA PRIMA SEDUTA

Ciò significa che le schede bianche oggi hanno contribuito agli sprechi ESATTAMENTE come i voti del M5S ai loro candidati.

E POI:

Conti della serva  15/03/2013 alle 18:40

“Che mega stupidaggine questo articolo!!! Una buffonata spreca di meno le parole va! Quindi secondo il tuo ragionamento bisogna SOLO RISPARMIARE? MA che cavolo dici ti droghi? Guarda che loro sapevano benissimo queste cose ma che dovevano fare secondo te? HA bevuto di brutto..”

Faccio presente che di sprechi e risparmi non ho parlato io ma il Capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi. Se non siete d’accordo con tale approccio scrivete a lei e al vostro “capo” non a me.

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Benvenuti nel mondo reale! Il M5S spreca i primi 105mila Euro in poche ore: #èunpiacere #oforseno

Fino ad ora avevano giocato con i numeri, rinunciando a rimborsi che non gli spettavano e dimezzando stipendi che invece andrebbero ridotti di 19/20simi in certi casi e moltiplicati per dieci in altri virtuosi.

Avevano fatto i sapientoni a parole spiegando come per ridurre gli sprechi e fare gli interessi dei cittadini fosse sufficiente volerlo: vaffa alle competenze, vaffa alle regole, vaffa a chi non usa la Rete, vaffa a chi contraddice etc etc.

bicchieri_popOggi sono arrivati in Parlamento e hanno creduto di essere ancora nel loro mondo delle favole. Che tenerezza! I bicchieri di carta con il nome sopra come alle feste del liceo e gli scontrini da 6 Euro per il pranzo sventolati con orgoglio. ( che poi mi chiedo “visto che la plastica inquina e si può risparmiare ancora di più perchè non il bicchiere di vetro e il pranzo al sacco direttamente da casa”).

Poi  Roberta Lombardi capogruppo M5S alla Camera sentenzia:

 Oggi inutile spreco di denaro. Questa giornata è solo un inutile spreco di denaro pubblico, una giornata assurda nella quale si spendono inutilmente 420mila euro“.

Brava! Bene! Denunciamo! Basta sprechi! Vaffa di qui, vaffa di lì… poi, all’improvviso, una doccia gelida, una ventata polare di realtà: “azz…ma in Parlamento ci siamo anche noi”.

Senza nemmeno accorgersene la Lombardi aveva appena denunciato il primo ufficiale atto di complicità del M5S agli sprechi parlamentari.

Eh sì perchè oggi ignorando l’invito a dialogare e ostinandosi a votare Fico, sapendo di non avere la maggioranza, il M5S ha contribuito allo spreco. E volendo fare i conti ha contribuito per ben il 25%.

Quindi 105mila Euro tondi tondi buttati via in poche ore. Benvenuti nel mondo reale! #èunpiacere… o forse no!

 

CONTINUA Certi “grillini” ignoranti, arroganti e maleducati. NON #èunpiacere

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